{"id":2512,"date":"2021-05-26T12:20:19","date_gmt":"2021-05-26T10:20:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/?post_type=avada_portfolio&#038;p=2512"},"modified":"2021-05-26T12:20:19","modified_gmt":"2021-05-26T10:20:19","slug":"privacy-le-nuove-strategie-apple-google-e-facebook","status":"publish","type":"avada_portfolio","link":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/news\/privacy-le-nuove-strategie-apple-google-e-facebook\/","title":{"rendered":"Privacy, le nuove strategie Apple, Google e Facebook"},"content":{"rendered":"<p>Le nuove misure che i grandi del web stanno studiando in materia di protezione dei dati personali avranno un importante impatto sia sull\u2019esperienza d\u2019uso dei servizi digitali, sia sotto il profilo della privacy.<br \/>\nQualcosa sta per cambiare nella user experience quotidiana di centinaia di milioni di utenti di dispositivi e di servizi digitali, qualcosa di rilevante sotto il profilo della protezione dei dati personali.<br \/>\nCambiamenti che derivano dalle scelte strategiche di Apple, Google e Facebook; da un lato, sono intrinseci ai rispettivi, differenti modelli di business, dall\u2019altro si intrecciano a questioni importanti nel diritto europeo (oggi col Gdpr, in futuro anche con il Digital Markets Act o \u201cDMA\u201d).<br \/>\nMa la domanda che sorge spontanea \u00e8: possiamo davvero fidarci?<\/p>\n<p>I cambiamenti che i big tech si apprestano ad apportare sono dettati da una reale attenzione alla nostra privacy o, pi\u00f9 semplicemente, saranno funzionali al loro obiettivo principale: consolidare i rispettivi business e posizioni sul mercato?<\/p>\n<p>Prima di raccontare questi cambiamenti, sappiamo bene che la posizione di Apple, Google e Facebook rispetto all\u2019approccio europeo in materia di protezione dei dati personali \u00e8 molto diversa: un\u2019adesione convinta per Apple, una coabitazione pi\u00f9 difficile per Google e per Facebook. Tuttavia, ci \u00e8 altrettanto chiaro che dietro la differenza di posizionamento rispetto all\u2019impostazione europea in tema di dati personali non c\u2019\u00e8 solo una diversa cultura aziendale; c\u2019\u00e8, soprattutto, la diversit\u00e0 dei modelli di business.<br \/>\nI servizi di Google e di Facebook sono gratuiti per gli utenti; entrambe prosperano con la pubblicit\u00e0. Invece, gli introiti di Apple vengono in larghissima parte dalla vendita ai consumatori; d\u2019altronde, i prodotti di Apple (iPhone, iPad, Mac, ecc.) sono oggetti del desiderio, di altissima qualit\u00e0 e con prezzi elevati.<\/p>\n<p><strong>Il \u201cmodello\u201d Apple<\/strong><\/p>\n<p>I suoi sistemi operativi sono stati recentemente arricchiti di funzioni che sono una manna per l\u2019utente sensibile a questi argomenti e anche per noi professionisti a caccia di buone idee. Orizzonte di queste nuove funzioni \u00e8 il set dei principi del GDPR: minimizzazione dei dati personali raccolti e tracciati nell\u2019erogazione dei servizi; sicurezza adeguata; trasparenza nei confronti degli utenti su scopi e mezzi del trattamento dei loro dati personali; potere di controllo dell\u2019utente sui propri dati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2514 alignleft\" src=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-200x105.jpg 200w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-400x210.jpg 400w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-600x315.jpg 600w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-800x420.jpg 800w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/apple_privacy-day_privacy-logo_01282021-1.jpg.og_-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/p>\n<p>Le imprese e gli sviluppatori che vogliono rendere le loro app scaricabili dall\u2019Apple Store devono mettere a disposizione dell\u2019utenza una scheda illustrativa di immediata comprensione (con icone e parole semplici) che indica quali dati vengono utilizzati dall\u2019app, quali modalit\u00e0 di tracciamento sono attive, e se i dati dell\u2019utente vengono trasmessi a fornitori di servizi o ad altre organizzazioni che li comprano. Inoltre, a partire dal sistema operativo iOS 14, i possessori di dispositivi Apple che \u2013 per fruire di servizi a valore aggiunto \u2013 scelgono di farsi geo-localizzare, possono optare per una geo-localizzazione approssimata, indicante l\u2019area di circa 25 km quadrati dove si trovano, ma non il punto preciso.<br \/>\nSempre a partire da iOS 14 e iPadOS 14, su iPhone e su iPad viene attivata sulla barra di stato una spia arancione ogni volta che microfono \u00e8 in uso, una spia verde ogni volta che la fotocamera \u00e8 in uso. Gi\u00e0 da molti mesi \u00e8 attivo un sistema di accesso ai siti web ed app con Apple ID (Sign in with Apple) che permette all\u2019utente di fare in modo che \u2013 di lui o di lei \u2013 il sito a cui si registra abbia solo l\u2019indirizzo e-mail. Infine, \u00e8 stata rafforzata la possibilit\u00e0 per gli utenti di limitare il tracciamento a fini pubblicitari delle loro navigazioni (se svolte tramite il browser Safari), risultato ottenuto facendo comparire un pop-up molto chiaro che chiede all\u2019utente un consenso esplicito al monitoraggio sistematico delle sue navigazioni (con condivisione dei suoi dati con terzi) per personalizzare i banner pubblicitari.<\/p>\n<p><strong>Google, i cambiamenti in cantiere<\/strong><br \/>\nI cambiamenti ai quali sta lavorando Google sono di tutt\u2019altro segno. Se da un lato essi andranno a ridurre in termini quantitativi e statistici l\u2019uso di tecnologie traccianti, dall\u2019altro renderanno ancora pi\u00f9 a rischio di abuso quella posizione dominante nel mercato della pubblicit\u00e0 online per la quale \u2013 sia pure su un fronte differente \u2013 in tempi recenti l\u2019Autorit\u00e0 Garante della concorrenza e del mercato ha contestato al colosso di Mountain View proprio di impedire agli operatori concorrenti nei mercati della raccolta pubblicitaria online, grazie ai dati di cui dispone, di poter competere con lei in modo efficace.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2515 alignright\" src=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/google-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/google-200x130.jpg 200w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/google-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/google-400x260.jpg 400w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/google.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/p>\n<p>Nel 2020, Google Chrome \u00e8 risultato di gran lunga il browser pi\u00f9 usato dagli utenti, con una percentuale intorno al 65%. \u00c8 questo lo scenario in cui Google, sventolando la bandiera della privacy, ha annunciato che entro il 2022 eliminer\u00e0 gradualmente il supporto per l\u2019installazione di cookies di terze parti mediante Chrome. Apparentemente, un\u2019ottima notizia, specie in un momento in cui il Comitato europeo (EDPB) e le Autorit\u00e0 di controllo dei vari Stati (fra cui il nostro Garante) affrontano mille ostacoli per rendere gli utenti realmente consapevoli della funzione dei cookies e veramente liberi di scegliere.<br \/>\nIn realt\u00e0, nel momento in cui opera scelte restrittive sui cookies installati da terzi sui dispositivi di utenti che arrivano ai siti utilizzando Chrome, Google incide sul margine di manovra di altri player del mercato pubblicitario, che usano appunto i cookies come tecnologia tracciante per fare in modo che le pubblicit\u00e0 mostrate a chi naviga siano basate sulle navigazioni fatte da quel dispositivo. Si potrebbe obiettare che questa diga all\u2019uso di cookies di terze parti \u00e8 comunque un passo avanti per gli utenti, come tale benvenuto. Per\u00f2, quest\u2019osservazione non tiene conto del fatto che ci sono molte altre tecnologie traccianti, molte delle quali almeno apparentemente usate da Google stessa (solo per fare un esempio, per gli utenti di Android, il dato di geo-localizzazione).<\/p>\n<p><strong>La reazione di Facebook<\/strong><br \/>\nChiediamoci quello che si chiederebbe uno studente di comunicazione digitale: come reagir\u00e0 Facebook \u2013 che a differenza di Google non ha un browser e che fonda il suo ricco mercato pubblicitario anche su cookies come quelli di Facebook Ads \u2013 alla decisione di Google di eliminare il supporto all\u2019installazione di cookie di terze parti?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2516 alignleft\" src=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/banner-privacy-facebook-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/banner-privacy-facebook-200x118.jpg 200w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/banner-privacy-facebook-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/banner-privacy-facebook-400x236.jpg 400w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/banner-privacy-facebook-600x353.jpg 600w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/banner-privacy-facebook.jpg 730w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/p>\n<p>Semplicemente, Facebook non avr\u00e0 bisogno di reagire, perch\u00e9 da pi\u00f9 di due anni ha deciso di avviare la sostituzione dei propri cookie di terza parte rilasciati da altri siti con cookie di prima parte, ossia cookies inviati al browser direttamente da questi stessi siti. Nell\u2019autunno 2018, tutti coloro che usano il Facebook Pixel hanno ricevuto un\u2019e-mail in cui Facebook annunciava di offrire alle aziende (e ai siti web) cookies proprietari, che i loro siti possono inviare ai browser direttamente, e che incorporano le medesime funzionalit\u00e0 del Pixel di Facebook.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In cosa consista questo oggetto ce lo dice Facebook stessa: \u00e8 uno strumento analitico che consente all\u2019inserzionista di misurare l\u2019efficacia della sua pubblicit\u00e0 permettendogli di capire quali azioni eseguono le persone sul suo sito web.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><br \/>\nLe cose cambiano, ma, tornando alla domanda iniziale, c\u2019\u00e8 da fidarsi? Non possiamo illuderci che le soluzioni dei grandi player di mercato siano disinteressate, n\u00e9 che possano avvenire senza impatti sulla concorrenza e sul mercato. In un modo o nell\u2019altro, esse risentono di un riflesso condizionato di questi player: ingigantirsi sempre di pi\u00f9, usare la leva dell\u2019autodisciplina e della fairness verso gli utenti per rendere la loro posizione ancora pi\u00f9 inarrivabile. Ognuno deve fare la sua parte. Le istituzioni europee e le Autorit\u00e0 di controllo sono molto attive su questi temi; c\u2019\u00e8 solo da sperare che scelgano approcci realistici, non unilaterali o dogmatici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nuove misure che i grandi del web stanno studiando in materia di protezione dei dati personali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2518,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"portfolio_category":[20],"portfolio_skills":[],"portfolio_tags":[],"class_list":["post-2512","avada_portfolio","type-avada_portfolio","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","portfolio_category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio\/2512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/avada_portfolio"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2512"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio\/2512\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2517,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio\/2512\/revisions\/2517"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2512"}],"wp:term":[{"taxonomy":"portfolio_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_category?post=2512"},{"taxonomy":"portfolio_skills","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_skills?post=2512"},{"taxonomy":"portfolio_tags","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_tags?post=2512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}