{"id":2421,"date":"2021-03-19T10:16:02","date_gmt":"2021-03-19T09:16:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/?post_type=avada_portfolio&#038;p=2421"},"modified":"2021-03-19T10:16:02","modified_gmt":"2021-03-19T09:16:02","slug":"se-i-genitori-fanno-business-con-le-foto-online-dei-figli","status":"publish","type":"avada_portfolio","link":"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/news\/se-i-genitori-fanno-business-con-le-foto-online-dei-figli\/","title":{"rendered":"Se i genitori fanno business con le foto online dei figli"},"content":{"rendered":"<p><strong>Share+Parenting<\/strong> = condividere immagini dei propri figli sui social.<\/p>\n<p>Spesso viene fatto senza secondi fini, ma c\u2019\u00e8 anche chi sfrutta il fenomeno per monetizzare: \u00e8 il commercial sharenting. Con quali effetti sui minori? Cosa prevede la legge?<br \/>\nLo sharenting (share + parenting) \u00e8 la condivisione online delle immagini dei propri figli. <strong>Quando viene fatto per monetizzare<\/strong>, prende il nome di <strong>Commercial sharenting<\/strong>. E ha diversi rischi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2428 alignleft\" src=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/70e3b9912f2033f2955db3f183775e3d-1-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/70e3b9912f2033f2955db3f183775e3d-1-200x111.jpg 200w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/70e3b9912f2033f2955db3f183775e3d-1-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/70e3b9912f2033f2955db3f183775e3d-1-400x222.jpg 400w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/70e3b9912f2033f2955db3f183775e3d-1-600x333.jpg 600w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/70e3b9912f2033f2955db3f183775e3d-1.jpg 728w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo sharenting non ha sempre le stesse motivazioni: spesso i genitori sono fieri dei loro pargoli e, spesso <strong>per scarsa alfabetizzazione informatica<\/strong>, non si rendono conto n\u00e9 dell\u2019imbarazzo che potrebbero provocare loro, soprattutto quando saranno cresciuti, n\u00e9 dei rischi a cui li espongono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non mancano per\u00f2 genitori che, al contrario, hanno competenze informatiche e di comunicazione superiori alla media e sfruttano queste capacit\u00e0 per guadagnare anche dalle immagini dei figli.<br \/>\nIl commercial sharenting \u00e8 ben spiegato dall&#8217;avvocato <strong>Leah Plunkett<\/strong>, che evidenzia come attualmente la legge non sia adeguata a proteggere le persone dai rischi dello sharenting, commerciale o meno, in particolare negli Stati Uniti.<br \/>\nIn Europa abbiamo il <strong>GDPR<\/strong>, che consente quantomeno di poter chiedere ai colossi del web di cancellare i dati che ci riguardano in loro possesso. Ma sono ancora molti i passi da fare per garantire la privacy a cui hanno diritto anche i bambini: il GDPR infatti pu\u00f2 permettere a un adulto di cancellare informazioni, non a un genitore di condividerle in maniera indiscriminata.<br \/>\nLeah Plunkett estende, e non di poco, la definizione di sharenting, e include qualsiasi raccolta dei dati relativa ai figli: le app per la fertilit\u00e0, i baby monitor, addirittura i servizi cloud su cui si conservano foto e filmati. Usando questi servizi, si cedono informazioni commerciali, di cui perdiamo il controllo, alle aziende. Atteggiamenti molto meno pericolosi rispetto all\u2019esposizione delle foto dei figli online, magari corredate di nome, cognome e dettagli, ma sempre correlata ad una <strong>\u201cschedatura\u201d digitale dei bambini.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2424 alignright\" src=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/images-1-2.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/images-1-2-200x129.jpg 200w, https:\/\/www.gdpronline.cloud\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/images-1-2.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mondo digitale, attualmente, ha la memoria di un elefante. <strong>La soluzione \u00e8 quindi una sola: condividere il meno possibile informazioni (immagini, ma non solo) sui propri figli.<\/strong> Anche solo per evitare che siano martellati di pubblicit\u00e0 mirata e confezionata per loro non appena avranno l\u2019et\u00e0 per accedere a Internet senza la supervisione di mamma e pap\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\"> https:\/\/www.agendadigitale.eu<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Share+Parenting = condividere immagini dei propri figli sui social. 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